E’ notizia di pochi giorni quella che riguarda i 450 dipendenti – la maggior parte con sede a Milano – di Groupon Italia, leader mondiale nel settore dei gruppi d’acquisto, che sarebbero a forte rischio esuberi, oltre che “dei corpi infetti da eliminare” stando alle dichiarazioni rilasciate dai sindacati di categoria a seguito di una riunione con i vertici aziendali, che però respingono le accuse.
Non soddisfatta di ciò, l’azienda si dichiara pronta a delocalizzare all’estero le attività per fini economici, con lo scopo di tagliare le spese sfruttando un costo del lavoro mediamente più basso, d’altronde un’azienda che basa il suo profitto sull’abbattimento dei costi per i consumatori, non poteva che sposare questa filosofia anche su se stessa.
Una storia che non è proprio una novità per quanto concerne il mercato lavorativo italiano, che sfruttando – e marciando – sull’attuale stato di crisi, è costantemente pronto a varcare i confini a favore di realtà lavorative più economiche.
Nel caso specifico di Groupon, toccherà alle organizzazioni di categoria Fisascat Cisl e Filcams Cgil tutelare i propri lavoratori proclamando un presidio di otto ore a Corso Buenos Aires a Milano per mercoledì 25 Giugno.
Di fronte all’ ennesimo esempio di necessità di manifestare e tutelare i propri diritti come Fisascat Cisl e Filcams Cgil faranno per i lavoratori di Groupon e in virtù delle tantissime necessità che quotidianamente interessano i lavoratori italiani in difficoltà e le relative organizzazioni sindacali, contemporaneamente anche il governo pensa bene di offrire i suoi saldi, e lo fa tagliando di circa il 50% le ore di agibilità sindacali nella pubblica amministrazione.
La scelta è motivata dal governo dalla incombente necessità di tagliare dei costi considerati superflui, che allo stesso tempo crea un precedente pericoloso poiché, oltre al risparmio economico, può aprire le porte all’effetto collaterale – non si sa quanto indesiderato – di un forte alleggerimento del peso della rappresentatività sindacale sia nel pubblico che, perché no, nel privato, dove aziende proprio come Groupon, o come FIAT e come migliaia di altre realtà, si organizzano con azioni e minacce alimentanti il precariato sfavorendo il lavoro pulito e dignitoso.
Per quanto la spending review sui permessi sindacali nella pubblica amministrazione possa risultare – secondo quanto sostiene il governo – opportuna, non bisogna far sì che il sindacato venga delegittimato del suo ruolo di tutela e rappresentanza, onde evitare che col passare degli anni, vi siano sempre più casi come quello sopra citato; a tal punto, anche le famigerate ottanta euro in busta paga diventerebbero sempre più una condizione di circostanza e non un vero aiuto per il Paese, che oggi ha bisogno di combattere un mercato drogato e senza regole.
