Renzi e il sindacato, le verità nascoste (male)

Italy PES Meeting

 

Ho grande rispetto per i sindacati […] a loro in bocca al lupo e buon lavoro” sono le ultime, tra le tante, troppe parole che Matteo Renzi dedica a cuore aperto al sindacato, senza distinzione di bandiere, agglomerandolo in un unico calderone come si fa quando si parla di un argomento di discussione da bar piuttosto che di un’organizzazione di persone; Cosa ne pensi dello sport? Cosa ne pensi del clima impazzito? Cosa ne pensi dei sindacati? Sarebbe circa con quest’ordine e con questa meticolosa e ostentata verve superficiale che l’ex sindaco di Firenze tratterebbe a viso aperto di partite di calcio quasi alla pari di come farebbe circa manifestazioni e scioperi di studenti, lavoratori, sindacati, che soffrono e che non possono essere accontentati né abbindolati con lo sponsor #80euro.

Renzi ha il grande merito di essere stato il primo premier ad aver aperto alla comunicazione globale, adattandosi ai tempi in cui, la nuova comunicazione passa attraverso internet prima che dalle piazze, ma ha anche il grande demerito di sfruttare male questa incredibile chance di migliorare il Paese e il lavoro, trascurando qualsiasi punto di vista democraticamente in disaccordo col percorso intrapreso a priori.

Renzi ha grande rispetto per i sindacati e lo dimostra tagliando i fondi ai CAF apri link ai patronati apri link quei servizi che a differenza di altri riescono ancora ad ovviare alle necessità del cittadino che a volte non è ancora pronto ad un processo di digitalizzazione certamente necessario, ma da raggiungere gradualmente.

Renzi ha grande rispetto per i sindacati ma delegittima la loro rappresentatività tagliando le agibilità sindacali nel pubblico impiego e aprendo così ad un precedente pericoloso, quello dell’ indebolimento della rappresentatività sindacale, desiderio proibito e non troppo nascosto delle aziende private.

Renzi ha grande rispetto per i sindacati ma parla direttamente ai lavoratori di anticipo del TFR in busta paga, lasciando loro libertà di scelta ma cercando di “vendere il prodotto” sotto le false spoglie di una detassazione conveniente, mercificando così uno strumento di una preziosità economica e morale fondamentale, visto che il TFR tramite il suo utilizzo per la previdenza complementare (tassata a sua volta dal governo a dovere apri link ), resta l’ultimo ponte per una mediocre pensione, lontana anni luce da quelle di chi queste riforme le firma in Parlamento.

Renzi ha grande rispetto per i sindacati e lo fa parlando con loro di art.18 per ben sessanta minuti.

Renzi ha grande rispetto per i sindacati ma il suo vice Angelino Alfano è sottoposto a una mozione di sfiducia per aver rendicontato troppo vagamente circa gli scontri in una manifestazione tra alcuni lavoratori e la polizia apri link.

Renzi rispetta i sindacati ma dice loro che devono occuparsi di trattare con le aziende e non col governo, ignorando banalmente e volutamente che le aziende grazie proprio all’assenza o al supporto del governo e delle sue leggi o di talune “anarchie legislative”, possono decidere di non trattare, tagliare, delocalizzare, sfruttare.

Renzi non rispetta i sindacati semplicemente perché non li vuole ascoltare, ma li utilizza per proteggersi dal perenne astio di un’Italia rassegnata nei confronti della politica, coprendosi con delle demagogiche banalità circa la realtà sindacale generalizzandola come antiquata e non al passo coi tempi proprio come i suoi interventi sui social.

Ed è proprio dai social, e da articoli come questi e come tanti altri, che le verità sul rapporto tra Renzi e i sindacati nascoste molto male, vengono definitivamente svelate.

Spending Review? Il prossimo taglio è da fare ai proclami da campagna elettorale

Immagine

Mentre Bonanni chiede al governo di intervenire sulla disoccupazione, in particolare sulla “falsa” occupazione che si identifica in 700 mila contratti a progetto e in 500 mila “finti lavoratori” con partita IVA, e mentre Susanna Camusso leader Cgil sottolinea le sue perplessità sulle attuali pensioni e su quelle future delle nuove generazioni, il governo Renzi inizia a dare le sue prime “risposte” alle parti sindacali fino ad oggi snobbate, e lo fa a mio parere nel peggiore dei modi, ossia rivisitando le risorse di agibilità per i dirigenti sindacali della pubblica amministrazione.

In tempi di taglio alle spese, si pensa bene di tagliare i “distacchi e dei permessi sindacali dei dirigenti, parametrando il numero agli organici attuali, fortemente ridotti nel corso degli anni rispetto al contratto collettivo nazionale 2004-2005”.
Personalmente da quando questo governo è in vita, è la prima volta che vedo interagire il Consiglio dei Ministri con le parti sociali, ma visto l’oggetto in questione, non credo sia un approccio utile per creare una vera intesa e dar vita ad un dialogo costruttivo, ma fondamentalmente un’altra mossa strategica in vista delle prossime elezioni.

E’ vero che le elezioni europee sono ormai prossime – anche con liste discutibili quali ad esempio “Bunga Bunga” o lo slogan “Io non Voto” – ma senza entrare nel merito di quanto possa essere effettivamente utile al Paese una “Spending Review” sulle agibilità sindacali nella pubblica amministrazione, il prossimo taglio che in questo momento serve maggiormente al Paese, è proprio quello ai proclami da campagna elettorale, per far sì che possa finalmente iniziare un serio e responsabile confronto tra governo e sindacati al fine di far ripartire la nostra economia e il sempre più affaticato mondo del lavoro.

Tornando dunque alle criticità nella pubblica amministrazione, prima che ai tagli sulle agibilità sindacali, ci sarebbe da discutere su come effettuare un ricambio generazionale concreto e indispensabile per rinvigorire un settore così complesso e in difficoltà; le idee ci sono e la Cisl insieme alle altre organizzazioni, è pronta a discuterle col governo, che però oggi sembra inavvicinabile, e lo sarà almeno fino al termine delle prossime europee.