
Mentre Bonanni chiede al governo di intervenire sulla disoccupazione, in particolare sulla “falsa” occupazione che si identifica in 700 mila contratti a progetto e in 500 mila “finti lavoratori” con partita IVA, e mentre Susanna Camusso leader Cgil sottolinea le sue perplessità sulle attuali pensioni e su quelle future delle nuove generazioni, il governo Renzi inizia a dare le sue prime “risposte” alle parti sindacali fino ad oggi snobbate, e lo fa a mio parere nel peggiore dei modi, ossia rivisitando le risorse di agibilità per i dirigenti sindacali della pubblica amministrazione.
In tempi di taglio alle spese, si pensa bene di tagliare i “distacchi e dei permessi sindacali dei dirigenti, parametrando il numero agli organici attuali, fortemente ridotti nel corso degli anni rispetto al contratto collettivo nazionale 2004-2005”.
Personalmente da quando questo governo è in vita, è la prima volta che vedo interagire il Consiglio dei Ministri con le parti sociali, ma visto l’oggetto in questione, non credo sia un approccio utile per creare una vera intesa e dar vita ad un dialogo costruttivo, ma fondamentalmente un’altra mossa strategica in vista delle prossime elezioni.
E’ vero che le elezioni europee sono ormai prossime – anche con liste discutibili quali ad esempio “Bunga Bunga” o lo slogan “Io non Voto” – ma senza entrare nel merito di quanto possa essere effettivamente utile al Paese una “Spending Review” sulle agibilità sindacali nella pubblica amministrazione, il prossimo taglio che in questo momento serve maggiormente al Paese, è proprio quello ai proclami da campagna elettorale, per far sì che possa finalmente iniziare un serio e responsabile confronto tra governo e sindacati al fine di far ripartire la nostra economia e il sempre più affaticato mondo del lavoro.
Tornando dunque alle criticità nella pubblica amministrazione, prima che ai tagli sulle agibilità sindacali, ci sarebbe da discutere su come effettuare un ricambio generazionale concreto e indispensabile per rinvigorire un settore così complesso e in difficoltà; le idee ci sono e la Cisl insieme alle altre organizzazioni, è pronta a discuterle col governo, che però oggi sembra inavvicinabile, e lo sarà almeno fino al termine delle prossime europee.